Ho fatto fatica per via dei miei soliti dolori ai polpacci che mi hanno fatto pensare ad una giornata di merda con conseguente ritiro, invece con la sosta al ristoro del Col du Glandon aspettando alcuni dei soci i dolori sono passati come per magia, che bello! Dopo qualche minuto riparto con i miei compagni d’avventura e scopro che in discesa non mi vengono dietro nemmeno se avessi una corda per tirarli, pazienza me ne vado li aspetterò in fondo, dove so esserci una decina di km di pianura.
Puntuali arrivano ma il dottore sta proprio di merda e al ristoro ne approfitta per marcare il territorio.
Dopo un po’ si riparte, sono con il Giordano che sembra scatenato e faccio fatica a tenerlo e con Ulisse ( il mio socio di camera) che mi da più ascolto, insieme arriviamo a San Michelle de Maurienne ai piedi del Tèlègraphe.
Altra salita di buon livello con i suoi 11,800 km con pendenza massima al 7,3% quota massima 1566 m s.l.m. in cima abbiamo aspettato ancora il dottore che oggi proprio va solo al gabinetto, non lo invidio proprio e mi fa un po’ compassione sta proprio male ma continua,
su questa salita stò proprio bene e il mio passo è una meraviglia, riprendo alcuni dei soci che erano davanti ma quando raggiungo il Gabriele non mi sembra vero (dovrebbe essere molto piu avanti) e invece è quì ma ha una faccia che fa paura, lo saluto e allungo fino al passo dove trovo il Beretta il Giovanni e altri, assieme aspettiamo Ulisse Giordano Gabriele e il dottore che per l’ennesima volta la fa, sembra un fantasma ma non molla.
Scendiamo 5 km fino a Valloire altra pausa e aspetto di nuovo tutti, davanti a noi il Galibier 26 km con pendenza massima al 12.1% che ci porteranno a quota 2646 m.s.l.m salendo dalla valle della Maurienne, dopo qualche km in compagnia dei miei soci mi rendo conto che vanno troppo piano e io a questa andatura mi inchioderei le gambe e allora decido di fare il mio passo saluto e mene vado. I primi 5/6 km sono davvero belli, un fondo valle sinuoso e facile affiancato dal torrente che ne segue le curve e i dossi con l’acqua dal colore del ghiaccio dalla quale deriva e trasmette il senso del freddo che mi aspetta in vetta, salendo faccio anche alcune foto con il telefono per essere sicuro di non dimenticare questi posti.
Arrivo ai meno due km dalla vetta e tolgo il piede destro dalla scarpa per via del male alle dita ma non mi fermo (metto il piede sopra la scarpa e pedalo) proprio nel tratto più duro della salita, è in questo frangente che mi accorgo di quanti ciclisti sono in grande difficoltà, c’e gente con i crampi chi sale a piedi chi sta male chi appoggiato al manubrio della bicicletta forse sta pregando chi mangia e qualcuno che anche se non conosco la sua lingua sta sicuramente imprecando, io vado bene fino al passo che mi aspettavo un po’ più bello, il panorama non è male ma mi dispiace per i Francesi le Dolomiti sono un’altra cosa.
Il 4 di Luglio negli USA
è la festa dell'Indipendenza, e anche io devo festeggiare, i miei soci della Monti che mi hanno convinto a partire per La Marmotte, per chi non lo sapesse una delle GF stradali più dure d'Europa con il dislivello di oltre 4600 mt. In soli 174 km.
IL Sabato mattina alle sette e mezza si parte, al via siamo in circa 9000 e della Monti siamo in 12. Inzia la mia “passeggiata” si comincia con dieci km di pianura e poi il Col du Glandon 21,300 km di salita e 1475 mt di ds bella, lunga, dolce, solo qualche strappo all'11% e con un finale davvero panoramico sul fianco di una grande diga che porta fino al passo a quota 1924.
" La Marmotte " Alpe d'Huez
Metto la mantellina perché quì tira un’aria poco piacevole, mangio qualcosa, mi aspettano quasi 50 km di discesa e 2000 mt di ds. Il solo pensiero mi da una carica che parto a tutta per vedere se le mie doti di discesista si confermano anche qui, parto e ingaggio subito una lotta con il vento che mi tira di qua e di la, freno un pò e apro bene gli occhi, di gard rail non se ne vedono ma di prati verdi e arenaria c’e né a volontà e io non voglio farne parte, all’improvviso uno mi sorpassa in malomodo e mi chiude la strada a ridosso di un tornante a sx cazzz…. se ti ripiglio ti faccio capire cosa sono le buone maniere, sarà 90 kg e non conosce il significato della parola traiettorie e capisco che solo grazie al suo peso mi ha sorpassato, stacca troppo presto e troppo forte ed esce lento dalle curve (un pivello) appena la discesa diventa più dolce lo punto e in prossimità di un curvone da brivido lo affianco e lo tengo un po’ fuori traccia, capisce le mie intenzioni e molla, non mi riprenderà più, arrivo in pohi minuti al passo del Lotaret 2058 m.s.l.m. da li in poi il tracciato diventa davvero bello con curve da grandi velocità che nemmeno le macchine riescono a superarmi, una discesa meravigliosa che mi porta fino ai piedi dell’Alpe D'huez ultima fatica per chì ha deciso di soffrire fino in fondo cosa che io ho deciso di non fare a causa della mia ernia.
E come da programma mi fermo, faccio merenda al ristoro e vado alla macchina che al mattino avevo parcheggiato li vicino, mi cambio e aspetto l’arrivo dei mie soci di viaggio per vedere chi salirà fino all’arrivo e scopro che il Gabriele e il dottore (che hanno visi da cadavere) salgono assieme a Ulisse e a Giordano, purtroppo per loro la salita si rivelerà in tutta la sua durezza e saranno costretti a mollare, agli altri i miei complimenti.
Io mi sono divertito e con una condizione un po’ precaria mi sono fatto 3600 mt di ds. e 162 km in 8 ore precise sui pedali e 2 ore nelle varie soste aspettando chi andava un pò piu piano di mè.
Erano 4 o 5 anni che non partecipavo ad una G.F. su asfalto e credo che ne passeranno altrettanti prima che ne farò un’altra, la mountainbike è molto più divertente molto piu tecnica e selettiva, soprattutto in discesa dove mette alla prova le tue capacità di guida e i tuoi riflessi (se sei secco vai giù piano o ti uccidi)
ti fa vedere paesaggi che chi non la cavalca non immagina nemmeno da lontano, non voglio sminuire la specialissima ma la mountainbike e più bella più dura e cruda, la mia passione.